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2003 | 2004 | 2006 | 2007

Le scene che seguono sono state estrapolate dalla commedia in due atti “Cuori d’oro”. Il tema è quello del “commercio di organi umani”. Lo spunto è reale ma vicenda è naturalmente totalmente inventata ed eventuali riferimenti a personaggi esistenti sono assolutamente casuali. Si tratta di una farsa tragica scritta parecchi anni fa – all’incirca all’epoca degli articolo che troverete più avanti - e più volte rimaneggiata. Purtroppo il tema affrontato resta ancora di grande attualità ed è solo per questo che di seguito ve ne proponiamo alcuni passi.
N.B. La commedia non è stata fino ad oggi mai rappresentata, chiunque fosse interessato alla sua messa in scena può richiederne la copia aggiornata agli ultimi avvenimenti all’autore.

 

DA "CUORI D'ORO"

La scena rappresenta un salone-ufficio della Fondazione Benefica Douglas. L'arredamento é in stile ultramoderno, con tutti i comfort offerti dalle più recenti tecnologie: fax, computer, telecamere a circuito chiuso alla parete, una ciclette e naturalmente una scrivania, sedie, quadri d'autore, etc. All’alzarsi della luce sono in scena: la segretaria, Pedro e Pablo. Pedro veste dimessamente dando subito l’'idea di un barbone, Pablo e la Segretaria invece indossano vestiti chiaramente costosi: più “pacchiani” lui, tutto sommato di buon gusto lei. I dialoghi inizialmente sono in spagnolo, i personaggi devono quindi comunicare con il pubblico attraverso la mimica più che con le parole.

 

 

ATTO I - SCENA I

Segretaria: (mentre digita dei dati al computer) Pues hemos dicho: Pedro y Gonzales...
Pedro: (proseguendo.)...Y Manolo y Paquito y Felipe...
Segretaria: Basta asì! Lugar y fecha de nascimiento?
Pedro: Oaxaca, México, catorce cinco mil novecientos sesenta y tres.
Segretaria: Profesión?
Pablo: (che intanto si è versato da bere dopo aver scelto tra diversi liquori) Pordiosero! Es un mendigo en fin!
Segretaria: Ya... Altura...? (La stabilisce con un’occhiata) Uno con sesenta y ocho aproximadamente. Peso... (A Pedro) peso?
Pedro: ( si gratta la testa, evidentemente non lo sa)
Segretaria: Siempre asì! (Ride, poi rivolta a Pablo con riferimento al fatto che Pedro si sta grattando la testa) Los piojos...! (Passa una bilancia a Pedro) Se pese... (Attende giusto il tempo necessario a Pedro per salire sulla bilancia.) Entonces?
Pedro: (inforca gli occhiali e si piega sulle ginocchia per leggere il peso, quindi, in equilibrio precario, lo comunica alla segretaria che ha osservato la scena con espressione di biasimo) Casi sesenta kilos...
Segretaria: (digita velocemente) Sesenta kilos, talle pequeno, ojos negros, pelos negros... signos particulares?
Pablo: Los... (ride, quindi mima di prendere una pulce dalla testa di Pedro) piojos! (La fa saltare da una mano all’altra) Et voila! Acròbata!
Segretaria: Muy valiente! Felicitaciones! (Applaude e ride a sua volta, intanto avvia la stampante) Bien!

 

ATTO I - SCENA II

Regista: (sbucando come una furia dalla quinta di sinistra) Bien un corno!
Pablo: (sbuffa il brandy in faccia a Pedro)
Pedro: (schifato si asciuga immediatamente con la giacca)
Regista: D'accordo che è ambientata in Messico ma vogliamo fargliela capire qualcosa o no? (Indica il pubblico). Sono italiani sapete?
Segretaria: Ma signor regista, credevo... credevamo che...
Regista: Lo so, lo so cosa credevate! Di trovarvi di fronte una massa di imbecilli e che del testo... vale a dire “del contenuto” non gliene fregasse niente a nessuno! Per cui recitarlo in spagnolo, portoghese, arabo, russo era la stessa identica cosa! D’altro canto non è forse un luogo comune quello secondo cui l’attore veramente bravo è quello capace di rendere interessante al suo pubblico anche l’elenco telefonico? Ma forse esagero... ma certo! Magari pensavate di trovarvi davanti un pubblico poliglotta! Un pubblico diciamo talmente poliglotta da comprendere anche il linguaggio... linguaggio? (Per qualche istante cerca il termine esatto) Sì, insomma, i versi emessi da Bossi durante un comizio della Lega? (Emette alcuni grugniti animaleschi) E voi! Voi! (Al pubblico) Tutti capivate tutto eh?! O forse vi eravate già abbioccati stravaccati sulle sedie come vacche indiane... sacre! Già, perché il pubblico é sacro! Eih, sveglia! E' teatro questo, non televisione! Non state mica a casa in salotto! Ma dico, avreste seguito tutta la commedia in spagnolo? Oppure ve ne sareste tornati a casa imprecando contro quell'imbecille dell'autore? Ehi! Se volevate la pappa pronta, preconfezionata e preregistrata potevate anche restarci a casa: tv accesa, schermo viola... e giù a ronfare! Qui purtroppo è necessario che mettiate in moto il cervello, l'immaginazione, la fantasia! Perché lo spettacolo sapete dipende da voi. Proprio così, da voi! Dall'energia, dalla carica che sarete in grado di trasmettere agli attori. Questa commedia alla fine potrà essere stata uno spasso per alcuni e una noia mortale per altri. (Rivolgendosi agli attori) E voi! Voi! Cominciate col recitare in italiano, lo sanno già che ci troviamo in Messico o in un qualche altro stato nell'America del Sud... ma volendo ci potremmo trovare anche in Russia, in Polonia, in Albania... o magari in Ruanda, in Somalia, in Afghanistan… in Iraq! In questa rappresentazione i riferimenti al folclore locale lasciano il tempo che trovano... non ne troverete, ma se per caso ne dovreste individuare qualcuno beh, non badateci… vi distrarrebbe. Ciò che conta, l'elemento che nel nostro caso accomuna zone del mondo così diverse in tutto: lingua, usi, costumi, religione... modi di vivere e di pensare, é uno soltanto: la miseria. Anzi, per essere ancora più precisi: la fame. In realtà é lei la vera protagonista della commedia, il Deus ex machina che muove le fila degli avvenimenti. (Intanto si é portata in proscenio) La scena che vedete alle mie spalle rappresenta un ufficio della Fondazione Benefica Douglas. Chi é mister Douglas? Un generoso ed influente cittadino americano. E si sa che gli americani hanno qui interessi mica da ridere... intendo qui in Messico, è chiaro. Loro però non ci badano... agli interessi intendo. Proprio così! Gli americani non sono mai mossi dall'interesse! Mai! Loro hanno il bisogno... fisico proprio di fare del bene. Insomma, se non ti fanno del bene... stanno male! D'altro canto questo non é nemmeno uno spettacolo sugli americani... ci mancherebbe pure che mettessimo su uno spettacolo apposta per loro! Lo stesso mister Douglas del resto potrebbe benissimo non essere americano. Nell'economia della Commedia cambierebbe pochissimo! E anche di questo purtroppo c'é poco da rallegrarsi... Beh, a questo punto mi fermo... il titolo lo sapete già: “Cuori d’oro”. Il perché lo capirete strada facendo... mica voglio anticiparvi tutto! (Accenna ad uscire) Ah, siete troppo intelligenti per non aver capito che questo mio ingresso era previsto in copione, una specie di prologo insomma con lo scopo manifesto di scuotervi un po', un mezzo come un altro per suscitare la vostra attenzione e stimolare il vostro interesse... (Indica gli attori) Loro nemmeno se lo sarebbero sognato di recitare in spagnolo... tra l'altro hanno fatto una fatica del diavolo per mandare a memoria quelle quattro battute! (Agli attori) Beh, riprendiamo adesso e stavolta mi raccomando... in italiano! (Uscendo, al pubblico). Un applauso d'incoraggiamento su... mica é facile ricominciare così a freddo! (Esce di scena).

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ATTO I - SCENA V

Infermiera: Buon giorno mister Douglas. Volevo avvertirla che sua Eccellenza è appena uscito dalla sala operatoria.
Douglas: (in apprensione) E... com’è andata? Voglio sperare per il meglio.
Infermiera: L’intervento è perfettamente riuscito. Sua Eccellenza è ancora sotto l’effetto dell’anestesia ma tra una mezz’oretta dovrebbe già essere in grado di parlare...
Douglas: Molto bene! Sono davvero soddisfatto. (Prende distrattamente il bicchiere delle urine dal tavolo e comincia a sorseggiarlo) Avete fatto proprio un ottimo lavoro. Mi raccomando però... desidero che sua Eccellenza al risveglio debba sentirsi come a casa propria, che non abbia di che lamentarsi. Tutto dev’essere curato nei minimi particolari: cucina rigorosamente italiana, un suonatore di mandolino a portata d’orecchio e naturalmente belle donne e champagne a volontà.
Infermiera: Come vuole mister Douglas.
Douglas: Bene, a più tardi allora. Verrò di persona a dare un’occhiata.
Infermiera: La aspettiamo... (Sta per uscire)
Segretaria: Aspetti, facciamo la strada insieme, devo portare le urine in laboratorio e... (Cerca inutilmente con lo sguardo le urine sul tavolo) Ma dove...? (Nota il bicchiere in mano a Douglas che, resosi conto della situazione, sbuffa ancora una volta)
Douglas: Toglietemi di torno ‘sto bicchiere per Dio!
Segretaria: (Lo afferra al volo ed esce spingendo innanzi a se l’infermiera).

 

ATTO I - SCENA VI

Pablo: Eih, aspettate, vengo anch'io! (Beve il drink d'un fiato).
Douglas: No, tu no Pablo... resta qui, ti debbo parlare. (Beve direttamente da una bottiglia e ripete i gargarismi) Tu guarda che roba...! (A Pablo, riprendendosi) Dunque, si tratta di quelle nuove creme rivitalizzanti per la cute in via di sperimentazione...
Pablo: La testicosforina?
Douglas: Appunto! Sua Eccellenza ne vorrebbe visionare un campionario prima di ripartire... Credi che la cosa sia possibile?
Pablo: Dunque, mi lasci un attimo per riflettere... beh, certo bisognerà forzare un po' i ritmi, per il problema della materia prima capisce... però se... (Tagliando corto). Ma sì! Con un po' di buona volontà sono certo che ce la faremo...
Douglas: Bene! E’ così che vi voglio: pronti a tutto come Mastella!
Pablo: Piuttosto, chi sarebbe quest’Eccellenza?
Douglas: Ah, beh... questo a dire il vero resta un mezzo mistero anche per me. L’ambasciata ad esempio me l’ha accreditato come politico.
Pablo: Di che area?
Douglas: Calma, te l’ho detto, non è così semplice! Lui ad esempio sostiene di essere un imprenditore, ma per quanto ne so credo abbia a che fare con la televisione...
Pablo: Che c’entra adesso la tv?
Douglas: Esattamente non saprei... ma mi hanno assicurato che si tratta di una specie di comico televisivo: battute ad effetto, tormentoni, non sense... pare che dalle sue parti sia anche piuttosto famoso.
Pablo: (stupito) Un comico che fa l’imprenditore in politica?
douglas: Beh, non sarebbe certo il primo... prendi Regan ad esempio! Comunque di certo c’è solo che è gonfio di soldi da scoppiare. Pensa che è arrivato stanotte in incognito col suo jet privato e ha subito fatto una generosa offerta alla Fondazione...
Pablo: Però!
Douglas: Sostiene che è più forte di lui, una sorte di predestinazione al bene... non c’è nobile causa che non lo attiri come una mosca sulla mer... (Rendendosi conto della gaffe) come un’ape sul miele! Già! (Tossisce per togliersi dall’imbarazzo, quindi riprende a raccontare) Proprio come un’ape sul miele...! E avendo tanto sentito parlare della nostra struttura, delle sue finalità benefiche, degli scopi umanitari, eccetera eccetera... alla fine, incuriosito da tante lodi sperticate, ha creduto bene di venire a dare un’occhiata di persona.
Pablo: Capisco, il solito miliardario filantropo!
Douglas: Già... sul filantropo però non ci metterei la mano sul fuoco. Anzi, a dar retta al mio istinto, lo direi più interessato alle nostre diciamo ricerche che al resto... Avresti dovuto vederlo al suo arrivo: tutto sorrisi e strette di mano!
Pablo: Beh, nella fase in cui siamo un socio in più, per giunta pieno di grana, non ci farebbe certo male.
Douglas: Già, lo penso anch’io... ma sai meglio di me che in certe cose bisogna andarci coi piedi di piombo. Bisognerà prima prendere informazioni dettagliate... oltretutto non è affatto chiaro come li abbia fatti ‘sti soldi. C’è chi insinua addirittura la parola mafia, avrebbe anche qualche processo in corso...
Pablo: Ah! Certo tirarsi dietro i mammasantissima...
Douglas: In ogni caso ho colto al volo l’occasione per portare il discorso ai risultati ottenuti con quelle nuove creme antirughe. Proprio come mi aspettavo! D’altro canto bastava guardarlo per prevedere la sua reazione...
Pablo: Perché bastava guardarlo?
Douglas: Tu cosa penseresti di uno che ti arriva spalmato di fard dalla testa ai piedi scarpe comprese?
Pablo: Beh...
Douglas: Insomma, appena ho nominato la testicosforina ha sgranato gli occhi che pareva un iguana, ha spalancato la bocca, ha drizzato le orecchie, ha tirato su le sopracciglia, e... plofh! Gli è venuto giù il lifting.
Pablo: Venuto giù?
Douglas: Già, è scivolato come una gigantesca lasagna, crem caramell… Ti assicuro che non avevo mai visto niente di simile. Devono essere saltati i punti alla nuca e gli è ricadutata tutta la pelle in avanti: così si è ritrovato le sopracciglia al posto degli occhi, gli occhi al posto del naso e il naso al posto della bocca.
Pablo: E la bocca?
Douglas: Sparita! Abbiamo guardato sotto il mento ma non c’era... forse al posto delle ascelle, ma non ci giurerei.
Pablo: Terribile!
Douglas: Già, è difficile sorridere con la bocca sotto le ascelle e se smetti di sorridere all’improvviso la gente può anche pensare che qualcosa non stia andando per il verso giusto. Così abbiamo dovuto operare d’urgenza.
Pablo: Ecco spiegato il ricovero improvviso...
Douglas: Già. Dovevi vederlo... piangeva come un bambino, poi ad un tratto ha... (Bussano alla porta) Avanti!
Segretaria: Il giudice, la dottoressa Marquez, e il commissario Ramirez vorrebbero salutarla prima di andare.
Douglas: Ah, sì... falli accomodare.

La segretaria esce.

Pablo: (visibilmente preoccupato) Come ha detto che si chiama 'sto commissario?
Douglas: Ramirez... Josè Ramirez!

Mentre Douglas pronuncia quest’ultima frase bussano ed entrano in scena il giudice: la dottoressa Marquez, e il commissario Ramirez.


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ATTO II - SCENA X

Giudice: (A Douglas seduto sulla sedia). Mi congratulo con lei, bel campionario d'umanità ha messo assieme qua dentro... c'é da andarne fieri. Mancava solo il macellaio pazzo d'amore... bene, adesso c'é!
Douglas: (Solleva un attimo la testa, la guarda negli occhi quindi torna ad abbassarla). La prego, mi risparmi il suo sarcasmo.
Giudice: E no, troppo comodo! Non le risparmio un bel niente! Ma si può sapere che razza d'uomo é? Come si può? Come si può commerciare in esseri umani? In bambini innocenti? Fare a pezzi delle persone solo per...
Douglas: (Si alza di scatto interrompendola). Ma basta! Basta! La finisca!... E’ patetica.
Giudice: Patetica? (Sorpresa dalla reazione di Douglas).
Douglas: Ma sì, patetica… Le sue parole sono intrise di retorica sino al midollo. Sono altri i termini del discorso.
Giudice: Altri?
Dougla: Altri. La questione è elementare: vede, nella nostra società tutto ha un prezzo, un valore di mercato e questo naturalmente vale anche per gli organi umani. Io non ho fatto altro che inserirmi in questo sistema. In maniera un po' rozza forse, é vero, ma la domanda era talmente pressante che... beh, ho deciso che valeva la pena di rischiare! D'accordo, avrò anche fatto sparire qualche accattone che comunque tra non molto sarebbe ugualmente passato a miglior vita... ma bisogna tener conto del fatto che per ogni barbone deceduto diverse altre persone hanno avuto salva la vita... persone che tra l'altro avevano i mezzi, le occasioni per godersela. Ha parlato di bambini...? Ma li ha visti? Erano bambini quelli? Lo erano mai stati? O erano piuttosto bestioline?! In strada sin dalla più tenera età, abituati a rubare, a bestemmiare, a uccidere anche... senza un padre o una madre che si prendesse cura di loro. Cosa avrebbe fatto lei? Da una parte questi piccoli esseri senza infanzia, senza nessuno a cui importasse della loro vita... dall'altra bambini veri, con una madre ed un padre in lacrime per loro, con una casa meravigliosa, giocattoli, una vita felice davanti...
Giudice: Certo che ce ne vuole di coraggio! Adesso vorrebbe spacciarsi persino come... sì, come una specie di benefattore, un missionario: l'angelo della buona morte!
Douglas: Per carità, come un mercante! Semplicemente come un mercante! Già, lei però si scandalizza per il fatto che io commerci in organi umani... che cioè nel mio caso il commercio preveda il delitto, la morte. Ma se si guarda attorno vedrà che troverà parecchie altre professioni, tra virgolette, scandalose: pensi a chi commercia in armi ad esempio? O forse la sua legge morale ha come limite la norma giuridica… il riconoscimento che questa da alle attività umane? Ma le leggi intervengono sempre dopo, si sa... bisogna avere pazienza. Probabilmente tra qualche decennio una legge renderà legale quello che io sino ad oggi ho compiuto nella clandestinità. Vedrà! Certo, ci sarà bisogno di tempo, bisognerà che le idee maturino, che i costumi si evolvano ancora un po' nella direzione segnata dal progresso... Ma sono certo che tra qualche anno sopprimere un povero per salvare la vita ad un ricco rientrerà nella normalità! D’accordo, inizialmente qualcuno si scandalizzerà, si alzeranno voci di protesta... ma poi, pian piano, si finirà per accettare anche questo. La mente umana si abitua ad ogni cosa, ha solo bisogno di tempo.
Giudice: Ma la finisca! La smetta! Non riesco più ad ascoltarla! Mi dà la nausea! Tutto quello che ha detto sinora é solo un penoso tentativo di giustificare il suo comportamento che non può in alcun modo trovare giustificazione! Di fronte ai fatti orribili di cui lei si é reso responsabile, di fronte ad una legge così pazza che pretendesse di legittimarli, qualunque persona si opporrebbe con tutte le sue forze... nessuno potrebbe mai permettere che idee del genere vadano avanti, nessuno potrebbe mai abituarsi a fatti del genere... si tratta di buon senso!
Douglas: Ne é proprio così convinta? E' proprio così convinta che a prevalere sia sempre il buon senso? Che a far muovere le nazioni sia sempre la ragione? Se così fosse Hiroshima e Nagasaki avrebbero dovuto rappresentare l'inizio e nello stesso tempo la fine della corsa all'atomica... e invece non é stato così, anzi...! Le scelte delle nazioni, degli uomini, dipendono da un'infinità di fattori... ma poi, se si scavasse sino in fondo, ci si accorgerebbe che a determinarle é sempre l'interesse economico... di fronte al dio denaro prima o poi tutti devono chinare la testa.
Giudice: Ma basta! Basta! La finisca! Non voglio più sentire una sola parola! Adesso mi ha davvero stomacato! Io... io non posso permettere che lei distrugga col suo cinismo tutto quello in cui credo! E’ troppo comodo dire siamo tutti uguali... siamo tutti assassini... il dio denaro... no! Non é vero! Ci sono centinaia, migliaia, milioni di persone che ogni giorno si battono per un mondo diverso da quello che lei e quelli come lei proclamano come inevitabile, come l'unico possibile… milioni! Mentre lei dichiara le sue verità assolute milioni di persone si battono per confutarle. Io... io non mi abituerò mai alle idee sue e di quelli come lei, al suo cinismo, alla sua verità rivelata, al suo dio... mai! Ha capito, mai!
Douglas: Ma perché non prova a ragionare per un attimo? In questo momento siamo soli, usi quella chiave che ha in mano e mi lasci andare. Dirà che avevo un revolver nascosto da qualche parte, che l'ho minacciata, che non mi ha potuto fermare... Ci pensi su un momento, si faccia furba! Io potrei farla diventare ricca... ragioni? Sarebbe la soluzione a tutti i suoi problemi, la svolta della sua vita...
Giudice: Lei... lei è disgustoso. (Lascia cadere la chiave. Qualche istante di silenzio poi entra il Commissario).

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