
Nota introduttiva:
Lo spettacolo è stato rappresentato, in forma riveduta
e corretta, per la prima volta presso la Biblioteca Comunale di Riposto nel
settembre 2003 con alcuni allievi dei corsi in precedenza organizzati dall’Associazione.
Trovandoci già nell’era Bush si sono resi necessari parecchi
tagli ed adattamenti di vario genere, a partire dal titolo che da: “…sognai
la Lewinsky” é passato a “… pensai alla Lewinsky”.
Per le foto che si riferiscono a questa occasione vi rimandiamo alla voce
“Spettacolo 2003” del sito.
Le foto di seguito proposte sono state invece realizzate durante una precedente
messa in scena – presidente era ancora Bill Clinton - che ha riguardato
però solo alcuni brani dello spettacolo.
Nell’ordine proponiamo: il monologo “Cristo, l’ho fatto
di nuovo!”, seguito da “Il rap dei missili intelligenti”
e un frammento di “Share”, una canzone e uno sketch antimilitaristi:
la canzone precede lo sketch di qualche anno perché risale alla prima
guerra del Golfo mentre lo sketch è stato scritto in occasione della
guerra NATO in Kosovo.
Per chi fosse interessato alla messinscena:
Di questo testo esiste anche la versione aggiornata ai recenti fatti in Iraq, basta richiederla all’autore.
Avvertenza:
Come il titolo indica chiaramente questo spettacolo è stato scritto durante la presidenza Clinton e il riferimento al noto episodio della stagista vuole soltanto fotografare, con un gioco di parole, quell’intreccio tra sesso e politica intorno al quale ruota l’intero spettacolo. Un conto, però, è il legame - in particolare se a fini satirici - tra sesso e politica, un conto è quello tra sfera privata (famiglia, affetti, etc.) e sfera pubblica (cariche istituzionali, militanza, etc.) che é a nostro parere privo di qualsiasi fondamento. Il titolo, infatti, potrebbe anche erroneamente suggerire un qualche “giudizio” di tipo morale o moralistico sull’episodio stesso e/o sulla vita coniugale di Bill e da questo mettiamo in guardia i lettori o chiunque volesse mettere in scena lo spettacolo. Nessun giudizio di questo genere dunque: non crediamo, infatti, che le “scappatelle”, o chiamatele come volete, siano materiale degno di satira. Anzi, vista l’attuale situazione politica internazionale, ci auguriamo che al più presto anche G. Bush - o chi dopo di lui - trovi la propria stagista grassoccia e sorridente. Come si diceva qualche anno fa: fate l’amore e non fate la guerra!
CRISTO L'HO FATTO DI NUOVO.

Un faro illumina la parte destra della scena. Hank è seduto e tiene in mano un quotidiano aperto. Da un certo momento in poi un basso farà da contrappunto, con le sue note, al monologo.
Cristo, l'ho fatto di nuovo! Ci sono ricascato un'altra volta. Come l'ultimo degli idioti! Come l'ultimo degli stronzi! Come l'ultimo degli ultimi! E' inutile, credi di poter smettere quando vuoi e poi, alla prima occasione... Merda! Come ho potuto? Lo avevo giurato... Avevo giurato che non c'avrei più messo piede: lo avevo giurato sulla Madonna, su Gesù, sulla barba bianca di padre Pio... persino sulla mamma lo avevo giurato! E invece... (Fa una breve pausa). E' stato poco prima delle dieci di sera quando ho varcato la soglia del... (Si interrompe in preda allo sconforto). Gesù, mi prenderei a schiaffi! Avevo bevuto parecchio, questo sì! Non che fossi proprio ubriaco ma neanche perfettamente lucido altrimenti non credo che... (Riprendendo il filo del discorso in precedenza interrotto). Insomma: sono entrato dentro e mi sono seduto su una panca in un angolo della stanza ad aspettare il mio turno. Ho acceso una sigaretta... poi l'ho spenta perché non fumo e mi sono guardato attorno. (Pausa). E' assurdo come il tempo cambi ogni cosa tranne quei posti lì: solito arredamento sgangherato, solita puzza di piscio, solita atmosfera... forse solo più squallida e triste. Ma credo che dipendesse da me, da come mi sentivo... sì, voglio dire, forse ero io ad essere più squallido e triste. Dio mio! Avrei voluto trovarmi altrove, non importa dove... lontano da lì: in un autobus all'ora di punta, nel Deserto dei Tartari, ad un funerale... ovunque: persino a teatro! Quando arriva il mio turno sono li lì per vomitare: mi alzo lentamente, mi avvicino al banco e do un'occhiata in giro per vedere se conosco qualcuno o se qualcuno conosce me... (Cambiando discorso). Ci sono tre donne ed un uomo o, per essere esatti, quello che resta di un uomo una volta che gli avete tolto tutto ciò che è proprio di un uomo... e non parlo solo dei... (in imbarazzo) beh, sì, insomma. Le ragazze però non sono male, anzi due delle ragazze non sono male: in fondo, in un angolo, c'è anche una cicciona sfatta che si fa aria con un ventaglio cinese e continua a passarsi un fazzoletto tra le tette enormi... Dio mio, devo proprio vomitare! Resisto e giro lo sguardo verso le altre due: tette sode e labbra carnose... mi riprendo. Una mi conosce, la bionda, in effetti ora che la guardo meglio ricordo di averla già vista da qualche parte... forse proprio in un'occasione simile: ha i denti leggermente sporgenti, l'effetto è stupendo... le spingono in fuori le labbra, gliele aprono come una corolla di fiori, dolci e appassionate... Ha gli occhi spenti però, peccato, peccato davvero. Beh, in ogni caso salto le formalità di rito: basta un rapido scambio di sguardi, un cenno di assenso ed entro dentro. Cristo, è una sauna... un bagno turco! L'aria è irrespirabile e la puzza di piscio addirittura soffocante... è impossibile resistere: faccio in fretta, appena il tempo necessario e scappo via. Sono fuori. Tiro un gran respiro e finalmente vomito. Poi passo da un market ancora aperto, prendo una cassa di birra e via a casa ad aspettare. Una birra dietro l'altra sarò stato sveglio sino alle tre poi, non ricordo quando, sono crollato. Stamattina ero sul tappeto, ai piedi del divano, la tv accesa e un mal di testa da collezione... (Scandendo le parole). Non ricordavo nulla! Cristo, chissà com'era andata? Non mi aspettavo niente di buono, in nessun caso... eppure ero in ansia. Volevo sapere anzi, dovevo sapere! L'ho detto, è una droga! C'era ancora una birra calda per fortuna, aiuta a superare la sbronza dicono, Ia bevo, vomito... va beh, di mattina è normale, ed esco in pigiama... grazie a Dio me ne accorgo in tempo, rientro, metto un paio di pantaloni, una camicia ed esco barcollando... in pantofole naturalmente. Alla prima edicola compro un quotidiano ma siccome voglio sapere la verità ne compro un altro, e un altro ancora, e... sì, insomma, li compro tutti e mi trascino di nuovo a casa. Ed eccomi qua, da solo come un coglione solo - il massimo della solitudine - a leggere per l'ennesima inutile volta i risultati dell'ultima tornata elettorale. Si dice così, non so perché ma si dice così: "tornata elettorale". Dunque, vediamo: percentuale di votanti 70.08... il 70.08% di stronzi che come me sono andati ancora una volta in un seggio puzzolente a votare. (Continua a leggere). F.l. 25.2%, D.S. 17.4%, A.N10.3%, (Come una cantilena). Lista Bonino 8.5, PPI 4.3, UDR 1.6, CDU 2.1, CCD 2.6, eccetera, eccetera, eccetera... (Breve pausa). Solita merda. Solita merda. Solita merda!
Buio. Effetto discoteca. Si illumina il praticabile di fondo dove quattro ragazzi cantano le strofe della canzone che segue muovendosi a ritmo di rap.

IL RAP DEI MISSILI INTELLIGENTI
Piovono giù dal cielo dei
Missili made in U.S.A
Strumenti bellici così perfetti
C’entrano solo gli obbiettivi scelti.
(Rit.)
E per le strade ce ne andiamo contenti
Sotto la pioggia dei bombardamenti
Tanto quei missili come certo saprai
Sono intelligenti e non sbagliano mai!
Come siamo grati al governo americano
Che ci fa la guerra per darci una mano
Ci libererà dal nostro truce dittatore
Queste bombe sono una manna del Signore.
Credimi gli States non restano a guardare
Quando in giro c'e un cattivo da stangare
Prendi ad esempio Nagasaki ed Hiroshima
Le bombe sono sempre la migliore medicina.
Chiaramente esiste un lieve margine d'errore
Ma è della regola la solita eccezione
Ieri ad esempio... bum! Saltato un ospedale
Le conseguenze? Niente di speciale!
Buio. Una voce fuori campo annuncia il titolo dello sketch aggiungendo: "SKETCH
PER CLOWNS”. Titolo e frase possono anche apparire sullo schermo di
fondo. Tutti i protagonisti dello sketch quindi indossano gli abiti e assumono
gli atteggiamenti fisici e caratteriali delle tradizionali figure clownesche:
“Augusto” il giornalista e l’infermiera, “Clown bianco”
il medico, “Monsieur Loyal” il generale. Lo sketch va recitato
con un ritmo serratissimo.
N.B.
Quella di seguito proposta è solo la prima parte dello sketch.

SHARE
Tele orgasmo bellico.
Generale: (Entra in scena da sinistra con in mano una ventiquattrore) Infermiera!
Infermiera! Maledizione! Infermiera!!!
Infermiera: Chi è che grida? (Entrando in scena dalla destra) Generale!
Generale: Finalmente! Devo vedere il dottore, immediatamente!
Infermiera: Ma cosa...?
Generale: La situazione... è precipitata!
Infermiera: Eh? Che situazione?
Generale: La situazione... internazionale naturalmente!
Infermiera: E cosa c’entra il professore con...?
Generale: (Interrompendola). Mi dispiace piccola, top secret! I fatti sono
coperti dal segreto di Stato! Per cui togliti dai piedi e fammi passare.
Infermiera: Ma generale, non è possibile! C'è un mucchio di
gente di là! Sa bene che senza prenotazione...
Generale: Me ne frego della prenotazione!
Infermiera: Ma lo studio è pieno di pazienti...
Generale: Me ne frego anche dei pazienti! (Con enfasi). Pazienteranno! E adesso tirati via!
Infermiera: No! Si fermi! Non può entrare adesso! (Frapponendosi).
Generale: Spostati ti dico!
Infermiera: Mi dispiace... non posso! Se vuole entrare dovrà prima
passare sul mio corpo! (Maliziosa).
Generale: (Improvvisamente in gran disagio, dà un'occhiata all’inguine).
Eh?... (Tossisce imbarazzato). Mi dispiace, non ho tempo! (La supera). Per
di qua vero?
Infermiera: (Trattenendolo per la giacca da dietro). Si fermi, si fermi le
dico! Vuole farmi licenziare? Per oggi non c'è proprio posto! Gliel'ho
detto, c'è un mucchio di gente di là che aspetta! Domani! Cercherò
di farle avere un appuntamento per domani!
Generale: Sei impazzita baby? Credi che l'esercito abbia tempo da perdere? Ne va della sicurezza nazionale! Una questione di vita o di morte!... Insomma: ti ordino di farmi passare perbacco! (Fa per entrare).
Infermiera: Ma...
Generale: Niente ma! Credere, obbedire, combattere! E' questa la regola. (Dribblandola).
Infermiera: (Afferrandolo da dietro per la giacca) No!!!
Generale: Ma cosa fai? Come ti permetti?
Infermiera: Cerchi di capire... Non c'è proprio un buco libero!... (Continuando a trattenerlo per la giacca da dietro).

Generale: Ma fammi il piacere! Non c'è un buco libero! Quando la Patria
chiama il buco risponde! Si insomma, si trova perbacco! (Continua la sua marcia).
>Infermiera: La prego, cerchi di ragionare, si fermi... e poi adesso c'è un paziente di là... (Isterica). Si fermi ho detto! Si fermi!! Si...
Generale: Non posso! La questione è della massima urgenza! Devo vedere immediatamente il dottore! Lasciami piuttosto! (Continuando a tirare).
Infermiera: Eh?... Vuole che la lasci? (Continuando a trattenerlo con forza).
Generale: E' un ordine!
Infermiera: (Lasciandolo di colpo). Obbedisco!
Generale: Nooooooo!!! (Che continuava a tirare esce di slancio fuori scena. Forte rumore che si conclude con un gran colpo di gong). Aaaaaaaaah!!!
L'infermiera dà un'occhiata alle quinte da dove è uscito il
generale, quindi, felice d'essersi sbarazzata del seccatore, esce dalla parte
opposta. Buio. Lentamente si apre il pannello di fondo ed entra il dottore
seduto alla scrivania ed intento a digitare dei dati al computer. La scrivania
scorre su dei binari e si porta al centro della scena, quasi in proscenio.
Medico: (Indossa un camice bianco. Siede alla scrivania e digita assorto qualcosa
al computer. Sulla scrivania è poggiato un ombrello).
Dalla sinistra entra in scena il Giornalista. Tiene con entrambe le mani, all'altezza dell'inguine, una lunga scatola di cartone imballato a mo' di regalo. Ha anche un borsello pieno di DVD della guerra in Kosovo e una radio portatile.
Giornalista: Permesso?
Medico: (Senza neanche guardarlo e continuando a scrivere). Prego, si accomodi... (Reciterà le frasi che seguono con un tono da routine).
Giornalista: (Giunto di fronte alla scrivania. L'enorme fallo arriva proprio all'altezza della testa del medico. Tossisce.).
Medico: Allora? Di che si tratta?
Giornalista: (Perplesso di fronte alla domanda si gratta la testa lasciando per un momento la grossa scatola che resta sospesa come per magia all'altezza dell'inguine: nasconde un gigantesco fallo. ). Eh? Beh...
Medico: Parli, parli pure, l'ascolto...
Giornalista: Come dire, avrei un problema...
Medico: Che tipo di problema?
Giornalista: Un GROSSO problema...
Medico: Grosso quanto?
Giornalista: Eh? A-abbastanza direi. (Guardando la scatola). Si tratta di un... diciamo... gonfiore ecco. Un'escrescenza.
Medico: (Continuando a scrivere). Capisco, un gonfiore... quindi presumo che le darà parecchio fastidio...
Giornalista: Urca! Cioè, voglio dire, certo: parecchio fastidio!
Medico: Dolore? Ipersensibilità in zona? Bruciore?
Giornalista: Ecco, sì, bruciore! Soprattutto un gran bruciore e poi anche parecchia ipersensibilità... in zona appunto.
Medico: Ha provato con degli impacchi freddi?
Giornalista: Altroché se ci ho provato! L'ho persino infilato nella ghiacciaia per...
Medico: (Interrompendolo e smettendo per un attimo di scrivere al computer. Senza però sollevare la testa). Nella ghiacciaia?
Giornalista: Già! L'ho tirato fuori che pareva un merluzzo surgelato ma...
Medico: Un merluzzo surgelato?? Ma cosa...? (Alza la testa e vede la grossa scatola proprio vicino al suo naso). Oh, è un regalo per me? (Tirandolo verso di sé). Ma non doveva disturbarsi...
I due daranno vita a una sorta di tira e molla.
Giornalista: Aaaaaaah!!!
Medico: Ma cosa fa… lo lasci no?
Giornalista: Non posso… aaaah!
Medico: Non può? Ma cosa…?
Giornalista: Lasci la scatola la prego... non è un regalo!
Medico: No? Ma allora cosa...?
Giornalista: L'escrescenza... sì, insomma, il gonfiore.
Medico: L'escrescenza? Questa roba enorme sarebbe l'escrescenza?
Giornalista: Già...
Medico: Ma... ma è spaventoso. Anzi, mo-struoso.
Giornalista: Vuole che non lo sappia? E' proprio per questo che sono venuto!
Breve gag durante il quale l'attore si avvicina al medico quasi minacciandolo – involontariamente - con l'enorme fallo mentre il medico lo respinge spaventato.
Medico: (Salta sulla sedia, afferra l'ombrello dalla scrivania e lo apre di scatto tra sé e il fallo) Non parli di venire! Non con quell'affare in circolazione almeno... e poi mi stia lontano! Mi fa impressione. E' disgustoso.
Giornalista: Mi vuole ascoltare?
Medico: Eh?... (Dopo una breve pausa). D'a...d'accordo, l'ascolto.
Giornalista: Dunque, io... non potrebbe chiudere quell'ombrello?
Medico: L'ombrello? Che ombrello? (Rendendosi conto di avere ancora l'ombrello aperto tra le mani). Oh, quest'ombrello! (Deciso). Faccia un passo indietro!
Giornalista (Esegue irritato).
Medico: (Chiude lentamente l'ombrello con aria diffidente) Ma... è sempre stato così... (Lascia la frase in sospeso sottintendendo "grosso").
Giornalista: Ma certo che no! Fino a qualche mese fare era assolutamente normale! (Con tono confidenziale). Anche sotto misura se vogliamo... almeno a dar retta mia moglie. Poi però... vede... (Gli si avvicina).
Medico: (Frapponendo tra sé e il fallo una sedia a mo' di domatore ed estraendo una pistola dalla tasca del camice). Non si avvicini ho detto o sparo! (Esplode un colpo in aria).
Giornalista: Ah!!! Ma... ma è impazzito??
Medico: Se qui c'è un matto quello è lei che va in giro con un arnese del genere e pretenderebbe anche che la gente restasse tranquilla ad ascoltarla! E poi per quello che ne so io potrebbe esserci di tutto lì dentro! Un mitra ad esempio o perché no un bazooka o addirittura un piccolo missile da passeggio... un siluro!
Giornalista: Già e magari io sono anche un sottomarino eh?!
Medico: E perché no! Lei per me può essere chiunque, anzi, qualsiasi cosa! Anche un sottomarino! O magari un sequestratore o un terrorista o un...
Giornalista: (Interrompendolo). Ehi, ehi, insomma! Con chi crede di avere a che fare? Sono una persona rispettabile io.
Medico: Rispettabile? Con quell'affare? Ma mi faccia il piacere!
Giornalista: E poi può controllare da solo se dico o no la verità... è sufficiente che apra la scatola da quella parte e dia un'occhiata dentro.
Medico: Grazie, ne faccio volentieri a meno. Ma ammettiamo per un momento che dica la verità... sentiamo, quando sarebbe successo?
Giornalista: Finalmente! Vede, tutto è cominciato alcuni mesi fa con l'inizio dei bombardamenti in Kosovo...
Medico: Un momento, mi faccia capire: cosa c’entra adesso il bazooka... cioè il missile... il coso insomma con il Kosovo?
Giornalista: Beh, vede...
Medico: Ma si! Ho capito! Non c'è bisogno che continui!
Giornalista: Meno male... finalmente una buona notizia.
Medico: Dunque lei sarebbe uno dei nostri eroici aviatori impegnati nella missione, il suo aereo è stato abbattuto e nell'impatto... beeh, sì, insomma... ha sbattuto l'arnese e si è formato questo enorme ematoma.
Giornalista: Ma no, è completamente fuori strada, vede io...
Medico: Una scheggia di missile! Una maledetta scheggia di missile che, per quanto intelligente, non ha potuto fare a meno di andarsi a conficcare proprio lì. Poi naturalmente l'infezione ha fatto il resto.
Giornalista: (Con sufficienza). Niente scheggia. E poi non c'è nessuna infezione. Si tratta....
Medico: Di un gigantesco bubbone! Durante la fuga in territorio nemico deve aver bevuto in qualche ruscello contaminato dalle radiazioni e questi sono gli effetti abominevoli del contagio...
Giornalista: Vuole ascoltarmi o preferisce continuare a tirare a indovinare?
Medico: (Risentito). Oh, io lo facevo per lei, per aiutarla, ma visto che preferisce fare da solo... parli, parli pure!
Giornalista: Dunque, innanzitutto io...
Medico: (Non riuscendo a trattenersi). Eih! Non sarà mica una semplice allergia stagionale a qualche polline? (In seguito a un'occhiataccia del giornalista) D'accordo, non parlo più.
Giornalista: Se mi lasciasse aprire bocca potrei spiegarle che io non ho niente a che vedere né con l'esercito, né con la marina, né tanto meno con l'aviazione militare... e neppure civile!
Medico: Non ha...?
Giornalista: Già!
Medico: Ma allora cosa centrano i bombardamenti sul Kosovo con il...? E poi come ha fatto a bombardare se...?
Giornalista: Con l'informazione! Una vera pioggia... un diluvio d'informazione! Vede, io sono un giornalista. Fino a poco tempo fa conducevo un'importante trasmissione in prima serata su una delle maggiori reti nazionali...
Medico: Sì, in effetti ora che la guardo meglio mi sembra di ricordare... Ma continua a non capire cosa c’entra il Kosovo con la proboscide? Si, insomma...
Giornalista: Cosa c’entra il Kosovo dice? (Ride amaro). Vede, durante il conflitto, noi... noi giornalisti intendo, eravamo in prima linea, in trincea come si dice, a combattere una sorta di guerra sulla guerra. Una vera e propria battaglia all'ultimo scoop! I profughi non facevano in tempo a mettere piede in Italia che ce li contendevamo a pugni e cazzotti per le varie trasmissioni televisive: in particolare i vecchi e i bambini. Già, sono una sicurezza, soprattutto i bambini: basta premere sul pedale del patetico e l'avversario è bello e fottuto!
Medico: E immagino che tutto questo serva a inchiodare lo spettatore davanti allo schermo e ad imbottirlo di spot... una questione di share insomma.
Giornalista: Ecco la parolina magica: SHARE! Ma lo sa cosa significa un punto in più di share? Miliardi!!! E la guerra è una ghiotta occasione, forse la più ghiotta! Bisogna saperla sfruttare però! E Cristo, io la sfruttavo, eccome se la sfruttavo! Ero in brodo di giuggiole...
Medico: Eh? Che roba è?
Giornalista: Oh, non so... si dice così: "in brodo di giuggiole", non so mica il perché... (Tornando al discorso interrotto). Insomma, ero al settimo cielo! Gasato! Eccitato! Anzi, sovreccitato! In una sorta di orgasmo multiplo continuato! Lo share della mia trasmissione ha cominciato a lievitare come un gigantesco pandoro! Come un enorme babà! E più si moltiplicavano le stragi, i massacri, gli scannamenti, gli stupri etnici più lievitava! E più lievitava più crescevano di numero gli spettatori sintonizzati e più crescevano gli spettatori più aumentava la mia eccitazione e più aumentava la mia eccitazione più cresceva il mio cachet e più cresceva il mio cachet... (Breve pausa esplicativa). Beh, lo vede da solo no?

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