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2003 | 2004 | 2006 | 2007

 

“Monologhi di coppia” non è stato finora mai rappresentato per intero. Le foto proposte si riferiscono ai monologhi “L’invito” e “ Gelosia” presentati a Catania al “Teatro di Via Teazzano” da due allievi della “Scuola di Teatro” durante il saggio 2004.

 

Una breve presentazione:

Lo spettacolo è composto da cinque monologhi “d’evocazione”: “Lo specchio”, “La studentessa”, “Candid Camera Show!”, “Gelosia” e “L’invito”. Il filo conduttore, com’è facile intuire, è la difficoltà di dialogo reale all’interno di quella cellula sociale minima che è la coppia e del “parlarsi addosso” come forma prevalente di questo non-dialogo. Dello spettacolo fanno parte integrante anche quattro canzoni: “Niente più…”, “Monologhi di coppia”, “La non domanda di matrimonio” tradotta da G. Brassens e “Mezzogiorno di fuoco”.
I vari monologhi che compongono lo spettacolo fotografano in chiave ironica e a tratti satirica alcuni momenti della giornata di una coppia sposata da diversi anni: la stanchezza, a tratti l’amarezza, le frequenti incomprensioni, i fallimenti ma anche, talvolta, i successi e le gioie che caratterizzano la vita di questa come di tante coppie. Il punto di vista è quello di LUI, in quanto è un lui a parlare, ma, ciò nonostante, è presente anche quello di LEI, visto che lo spettacolo è frutto di lunghe e talvolta animate discussioni con una mia amica d’infanzia. La conclusione vuole mitigare il pessimismo di fondo lasciando almeno un piccolo margine alla speranza.
Il monologo di seguito proposto è “L’invito” che, pur essendo il meno organico alla struttura dello spettacolo, è senza dubbio quello che meglio ne sintetizza lo spirito e i temi.

 

L'INVITO

Interno giorno. L'attore, in accappatoio, avanza dal fondo verso il proscenio sulle note di (?). In mano tiene la posta appena arrivata. La scorre allegramente finché non si imbatte in “qualcosa” che evidentemente lo turba, a questo punto si fa scuro in viso e…

Attore: Ecco, é arrivato! Lo sapevo. Me lo aspettavo. Era inevitabile. Doveva arrivare! Ma cazzo, un miracolo... E invece no, ben mi sta! Così imparo ad affidarmi al soprannaturale. In casi come questo esistono solo soluzioni scientifiche... l'espatrio, ad esempio! Via! (Legge ad alta voce un biglietto d'invito ad un matrimonio. Poi riprende a parlare.) Sandro, un amico, un carissimo amico... d'infanzia! E anche la Paola... così carina, gentile, premurosa... (Rabbioso). Maledetti! Gli amici d'infanzia... i peggiori! Non si scampa, prima o poi ti arriva... è come la chiamata alla leva. (Rilegge il bigliettino con toni sarcastici). Che fantasia! Non si sono sforzati, questo é certo. Scommetto che lo avranno copiato... (Gli dà ancora un’occhiata). Ma certo! Sicuro! E' proprio uguale a quello di Giulio e Lorena... O erano Carlo e Luisa? Non lo so! Non ha importanza! Tanto sono tutti uguali 'sti bigliettini maledetti... stampati in serie! (Rassegnato). Beh, intanto devo andare... (Pausa). Devo? Perché devo? (Si risponde da solo). Ma sì che lo so: i miei migliori amici... non posso deluderli! Ci resterebbero male… Si chiederebbero il perché della mia assenza... Li metterei in crisi! (Pausa). E chi se ne fotte! Ben gli sta! Non mi hanno forse messo in crisi loro con 'sto... (Guarda l'invito quasi con disgusto, quindi lo getta a terra e lo calpesta come colto da un raptus). Non ci vado! Non ci vado! Non ci vado! (Scandisce le parole). Non ci vado!! (Tira un sospiro di sollievo e si siede). Ah! Sto meglio... Sfogarsi in casi come questo fa bene: ci si illude per qualche attimo che si avrà il coraggio di non andare. Poi naturalmente si torna coi piedi per terra e si và! I sogni purtroppo sono di breve durata. (Pausa). Non capisco perché la gente insista a volersi sposare…? D'accordo, l'ho fatto anch'io la stronzata! Ma ero così giovane... E poi potevano almeno prendermi come esempio. Invece no! Insistono. Tenaci. Testardi. (Pausa). Idioti!!! Mai! Dagli errori degli altri non si impara mai niente! (Pausa). E’ una legge fisica… o chimica? Chissenefrega. (Pausa, cambio di tono). Non che abbia qualcosa contro il matrimonio, per carità! (Ci pensa su un attimo). O forse si? Non lo so... non é questo il punto! Il fatto é che a volte penso che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a stare insieme... a lungo intendo! Per qualche ora si sta anche bene: si chiacchiera un po', si beve qualcosa, si cammina un po' a zonzo... magari si scopa! Ma a lungo... a lungo é difficile viverci insieme ad una donna... troppo diversa! Non fisicamente... in testa intendo! Dentro! Nel cervello! Anzi, forse fisicamente siamo più uguali di quanto non sembri in apparenza... qualche etto in meno qua e là ma in fondo... due corpi. E' in testa! In testa che siamo diversi! Non che tra uomini vada meglio... tra maschi intendo! Forse si hanno più i gusti in comune, questo sì. Si parla... si parla di... (come se si trattasse di chissà quali argomenti, poi torna coi piedi per terra) si parla di donne! Sì, voglio dire, ci si intende meglio ecco. Ma poi... beh, poi ci si manda a 'ffanculo lo stesso! Forse sono proprio gli uomini, intesi come esseri umani ad essere inadatti alla vita in comune. Troppe ostilità: egoismi, odi, rancori, invidie... Ma allora perché sposarsi? Uomini e donne intendo. Lo so io il perché: per rompere i coglioni agli amici la domenica mattina! Già, perché si sposano di domenica: così non solo non ci sono scuse ma ti rovinano anche il giorno libero. Machiavellici! (Pensa compiaciuto a quello che avrebbe potuto fare). So già cos'avrei fatto se non avessi ricevuto... Nulla di speciale, intendiamoci! Sarei... sarei stato a letto sino a tardi, ecco!... Sino alle dieci, dieci e mezzo... forse anche le undici. Poi magari avrei fatto un bagno e... (Ripensandoci). O forse é meglio una doccia? No, un bagno. E' più distensivo. Si, sento che lo avrei fatto! L'acqua tiepida, la schiuma, i sali profumati... ed io a mollo... ciafh, ciafh... a godermela! Poi magari mi sarei rasato, avrei gironzolato un po' per casa in pigiama, con la tazzina di caffè in mano... poi... poi mi sarei vestito, con calma... sarei sceso in piazza, il quotidiano fresco di stampa, quattro chiacchiere... (Pausa. Ci ripensa). No, niente chiacchiere! Sento che non avrei avuto nessuna voglia di parlare. Parlare di che poi? Di calcio? O magari di politica ?! No, niente chiacchiere. Silenzio! Silenzio assoluto! Anzi, forse non sarei neanche uscito. E si, ho proprio deciso: non sarei uscito! Sarei rimasto in casa, sul terrazzo, a leggere. Nulla di impegnativo per carità... il giornale! (Tra sé). No, non sono uscito quindi niente giornale. Meglio così! C'è sempre il rischio di rovinarsi la giornata col giornale. Un giallo! (Precisa). Un giallo di cui so già l'assassino! Perfetto! L'annullamento cerebrale assoluto! Ah!!! (Pausa). E invece no. C'è lui... (indica con disprezzo l'invito a terra) la merda! Non capisco perché la gente insista a volersi sposare! Sì, lo so, prima o poi tocca a tutti... come il morbillo, come la varicella... come la morte! Ma Cristo! Non c'è mica bisogno di gridarlo ai quattro venti. A me poi i funerali... pardon, i matrimoni… mettono anche tristezza. Sì, tristezza! Mi sembra sempre di essere condannato all'allegria... come a carnevale! I forzati della risata, della spiritosaggine, del divertimento a tutti i costi! Tranne i genitori degli sposi, naturalmente, che devono sempre apparire un po' malinconici... con l'occhio velato di pianto... per non deludere gli invitati, é chiaro! Ma via! Via! E' una cosa seria il matrimonio. Un’occasione intima, riservata, severa quasi: il patto d'una vita tra un uomo e una donna… mica una puttanata da mettere in piazza! Un tentativo. Un tentativo disperato di dare un senso alla tua vita legandola a quella di un’altra persona... E allora perché?! Cos'è quest'orgia grottesca di parenti, di amici, di amici degli amici... una gigantesca catena di sant'Antonio… una piovra! Una piovra che ti prende e non ti molla per tutta la vita: tu inviti me, io poi DEVO invitare te e così via, all'infinito! Ed é inutile, non te ne liberi… neanche da morto te ne liberi: “Auguri! Auguri! Aug... Ah, è morto? (Col tono allegro di poco prima). Beh… condoglianze allora!”. Un po’ rincoglioniti per via dell’età ma sempre presenti. Basta partecipare ad un matrimonio, un solo matrimonio e sei fregato per tutta la vita! Non ne viene fuori più... altro che marijuana! Maledetti matrimoni! Bisognerebbe proibirli. Sì, proprio così, proibirli! Per legge. Ma basta! Finiamola! Bisogna essere in due per fare un patto! Due soli! Bisogna pensarci bene prima e ripensarci, e ripensarci ancora... invece di dire di sì così... a cazzo! Logico che poi ci si lascia dopo qualche mese, alle prime incomprensioni... Non si può mica riflettere tra quel casino d'invitati... tra quella bolgia di voci... Via! Via! Via tutti! Soli bisogna essere! Soli! Via anche il prete! Fuori dai coglioni! E i testimoni? Testimoni di che poi? Cos'è un incidente stradale ?! E' un patto. Una promessa. Un giuramento reciproco. Mica una fiera di paese! Ci si deve credere, essere convinti e non farlo solo per paura di tornare indietro, per paura di deludere o peggio... di fare scandalo. (Pausa. Sottofondo musicale.). Bisognerebbe guardarsi negli occhi in quei momenti lì, in profondità, sin dentro l'anima, immersi in un silenzio assoluto, in un’atmosfera quasi sacra... in una chiesa, sì! Ma senza prete, senza il peso opprimente di centinaia di occhi che ti guardano, che ti fissano impazienti, voraci quasi... l'odore dell'incenso, l'organo e nulla più. Bisogna sentirlo il peso della scelta, perché di scelta si tratta! Tra la solitudine da una parte e una vita in comune dall'altra... con tutti i fastidi, e le gioie... forse più fastidi che gioie che questa comporta. (Pausa). Ci vuole troppa comprensione per vivere insieme giorno dopo giorno, troppo amore... e così, lentamente, inconsapevolmente quasi, cominciano le ripicche, le piccole meschinità quotidiane, le cattiverie studiate, i rancori, i tradimenti... e finiamo col farci male: diventiamo crudeli, spietati, stupidi, egoisti, ridicoli... incapaci di perdonare il più piccolo errore a chi ci sta vicino. (Pausa). E sì, bisogna proprio pensarci bene prima di sposarsi e ripensarci, e ripensarci ancora... perché non é uno scherzo vivere insieme ad un altra persona per tutta una vita. Sentirlo tutto il peso della scelta. E se proprio si decide... beh, farlo almeno nella maniera più giusta, da soli... (La musica cessa improvvisamente. L'attore cambia tono.) invece di mandare inviti così... a cazzo ! (Gira le spalle al pubblico e si allontana inveendo). Ma vaffan...!
BUIO.

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